mercoledì, 06 dicembre 2006
L'INTERVISTA: ENNIO PICCALUGA
Inauguriamo da questo post, una serie di nuove ed esclusive interviste periodiche fatte a persone e personaggi che in un qualche modo caratterizzano sia il vostro che il mio interesse e talvolta come in questo caso, anche la mia amicizia. Convinto di farvi cosa gradita, entriamo nel merito della prima intervista di questo mese: Ennio Piccaluga. Poco più di un anno fa ebbi modo di ospitarlo (e poco prima, di conoscerlo solo telefonicamente) al convegno tenutosi a Pescara nel novembre 2005 (“Verso il 2012”). Da una “riserva” qual'era (sostituì all’ultimo momento Enzo Braschi, assente giustificato della manifestazione suddetta), Piccaluga si fece notare, eccome. Di lì alla conoscenza con i Forgione e la pubblicazione della sua prima fatica editoriale, il passo è stato veramente breve. E siamo ad oggi.
Il libro “Ossimoro Marte”, pubblicato quest’anno per le Edizioni  Hera, è già una bella realtà: apprezzamenti dagli specialisti (anche critici, ma quelli ci sono sempre), ottimo riscontro di vendite e soprattutto plausi un po’ovunque per le prime città ospitanti la sua relazione, non certo ultima la “sua” San Severo (FG) che lo ha visto impegnato in una piccola e affollatissima conferenza pre-serale proprio sabato scorso, 2 Dicembre, nella quale il ricercatore pugliese ha presentato i propri lavori. Altri ospiti presenti: il presidente dell' Archeoclub, Armando Gravina e il prof. Boncristiano, studioso di storia antica. Anzi, approfitto per scusarmi con tutti, per non essere stato presente alla manifestazione che mi vedeva, ahimè ospite, causa problemi di lavoro. In merito proprio a questo dibattito di sabato scorso, ci ha suggerito proprio lo stesso Piccaluga che l'emozione è giunta al massimo quando il semiologo Nicolas di Falco (americano, allievo di Umberto Eco) ha effettuato in diretta la traduzione della scritta individuata dal Piccaluga stesso sulla superficie di Marte. In quell'istante si è materializzata -afferma Piccaluga-  la certezza di un'interazione tra una civiltà marziana ed una terrestre, poiché  la traduzione, a suo dire "impeccabile ed incontestabile" è avvenuta utilizzando una lingua (antica e non più utilizzata) terrestre. Ne riparleremo magari in altra sede.
Entriamo invece nel merito dell’intervista (il minimo che potessi fare per l’amico Ennio) effettuata giusto questa settimana. Per seguire meglio la trascrizione nell'intercalare della lettura che seguirà, mi sono limitato semplicemente a specificare con una “D”, la domanda, e con una “R”, la risposta.

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D) Da quanto tempo sei interessato alla connessione Marte/civiltà extraterrestri?
R) Se ti dicessi "da sempre" direi la verità ma non risponderei realmente alla tua domanda. E poi la risposta a questo quesito era praticamente bandita da quegli enti spaziali che dagli inizi avevano escluso, senza possibilità di appello, che potesse esserci vita su un pianeta "lunare", senza atmosfera né acqua. Né hanno fatto marcia indietro dopo che un'atmosfera (seppur tenue) e l'acqua (in grande quantità) furono accertate dalle sonde. Comunque il vero interesse mi è sorto osservando le prime foto che giungevano dalla Mars Express, a Gennaio del 2004.

D) Cosa ha fatto germogliare in te la supposizione (inizialmente) e la certezza (in seguito) di presenze architettoniche sul suolo o addirittura sotto la crosta marziana?
R) Osservando alcuni fotogrammi della NASA e dell'ESA vi ritrovai volti con sembianze umane in grande quantità, volti con caratteristiche antropometriche superiori alla face di Cidonia ma, stranamente, misconosciuti. Non ho mai dato ai volti la valenza di prova, ma essi rappresentavano comunque un indizio, per quanto esile,  a favore di una presenza intelligente. La certezza mi si concretizzò all'improvviso con la scoperta ,nella Vallis Marineris, di una formazione architettonica che richiamava senza mezzi termini le strutture di piramidi a gradoni delle Ziggurat mesopotamiche.

D) Da quale posizione scientifica sei in grado di sostenere le tesi esposte sul tuo primo libro pubblicato quest'anno?
 R) La posizione scientifica di uno studio è determinata dal metodo adoperato per effettuare le ricerche, ed il metodo da me adoperato è basato sulla osservazione e su un approccio multidisciplinare. Ho cioè confrontato i miei studi con quelli di esperti in altre materie come ad esempio, la storia e la semiotica, ma anche l'archeologia e l'architettura. Non a caso sono citati nel mio libro consulenze di architetti ed archeologi. Tanto meno è casuale nella mia ultima conferenza del 2 Dicembre la presenza di un professore di storia antica e del semiologo americano (allievo di Umberto Eco) Patsy Nicolas di Falco.

D) Come ha accolto la critica scientifica il tuo lavoro editoriale?
R) La critica scientifica? Quale?

(…) 

D) Pensi che "Ossimoro Marte" possa un giorno esere "sgonfiato" da eventuali e/o immancabili comunicati ufficiali da parte della Nasa o da enti simili preposti al controllo delle affermazioni sulle "voci" di civiltà marziane o ultraterrestri sul suolo del Pianeta Rosso?
R) Certo, questo potrebbe avvenire. Sarà sufficiente non parlarne finché ci saranno in giro solo poche migliaia di copie di Ossimoro Marte. Se le copie supereranno questo limite si muoveranno enti parascientifici (che parano cioè le magagne della scienza) tipo Cicap (ma ce ne sono tanti altri). Basterà attaccarmi con sarcasmo e ridicolizzare il mio studio senza darmi possibilità di replica. E' un metodo che ha sempre funzionato finora.

D) Ti sei fatto quindi un'idea assai personale della disinformazione e della controinformazione vigente in merito alla realtà del fenomeno extraterrestre in generale e, di riflesso dell'argomento UFO in generale.
R) Certo. Ho imparato a diffidare di coloro i quali ammettono che la vita esiste senz'altro da qualche parte nell'universo, citando l’equazione di Drake. Ho imparato a non credere a quelli che parlano di qualcosa che succederebbe a miliardi di anni luce da noi, o che discettano con sicumera su avvenimenti nostrani relativi a periodi di miliardi di anni fa. Costoro, sono incapaci di vedere ciò che avviene sotto i loro occhi, in quello stesso istante ed intorno a loro.

D) Quante possibilità dai (in percentuale) che davvero su Marte siano esistite o siano addirittura presenti delle civiltà progredite?
R) Chi ha letto Ossimoro Marte sa bene che c'è una sola risposta a questa domanda: 100%.

D) In base alla tua fonte di studi ed approfondimenti sull'argomento, perchè si sta cercando di nascondere questa realtà? Intendo da parte delle autorità ed organismi, per così dire, di "competenza".
R) E' questo l'aspetto più complesso e delicato nel quale non desidero mettere naso. Voglio continuare i miei studi ma non intendo "provocare" nessuno.

D) Azzardiamo allora un'ipotesi. La civiltà attualmente vivente su Marte, non ha più tecnologia per poter effettuare voli spaziali. Se ( e stiamo immaginando tutto, intendiamoci) fosse in grado di volare, sarebbe una civiltà amichevole o pronta a colonizzarci, come certi best seller letterari ci hanno sempre descritto?
R) Posso solo dire la mia impressione, basandomi su sensazioni e non su fatti. Secondo me, se c'è qualcuno su Marte, vive nel terrore del nostro possibile arrivo.

D) Nel momento in cui sei riuscito a scoprire per la prima volta e contemporaneamente, il primo monumento marziano, cosa hai provato?
R) Ho messo in atto il motto di Winston Churchill che sosteneva: "A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialza e continua per la sua strada". E' quello che facciamo sempre tutti, non si sa bene perchè. Per fortuna poi sono tornato sui miei passi.

D) C'è qualcuno che ha operato un "dietro front" sulla tua persona, dopo aver scoperto che ti occupavi di questa sì interessante, ma spinosa materia?
R) No, questo non posso dirlo. Ho visto atteggiamenti contrastanti ma nessun dietro front.

D) Hai mai avuto telefonate o comunicazioni ambigue che ti avrebbero intimato di dover farti i cosiddetti "....tuoi"?
R) Tra tutte è questa la domanda più ricorrente ed è preoccupante che si ritenga normale che possa accadere una cosa del genere. Non penso che qualcuno sia tanto poco intelligente da farlo. Chi mi conosce sa che sono sensibile alle richieste gentili ma del tutto insensibile alle minacce.

D) Con la moderna tecnologia dei prossimi 10-15 anni, a che punto credi che l'uomo possa scoprire nuove e più interessanti scoperte come quelle fatte da ricercatori come te?
R) Non credo di aver precorso i tempi di molto. La tecnologia per accertare le mie scoperte già esiste: la sonda “Mars Reconnaissance Orbiter”, se indirizzata a dovere, potrebbe smentire o confermare definitivamente le mie tesi. Ma ciò non avverrà in tempi brevi perchè, e questo sia chiaro, il problema non è di ordine scientifico, ma  politico.

D) Sei propenso a pensare ad un prossimo contatto con una o più civiltà extraterrestri sulla Terra? Se sì, fra quando, secondo te?
R) Si tra creando una dicotomia: i tempi sono maturi, ma la gente no. Le autorità, più che a ridicolizzare ed insabbiare, a questo dovrebbero pensare.

Grazie ad Ennio Piccaluga per aver concesso al mio blog, in esclusiva, un’intervista. La prossima sarà per Gennaio 2007.

Pino Morelli

 

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