Si è svolta a San Severo la prima conferenza di Esoarcheologia
L’avvenimento, sponsorizzato dalla Elle.E.Pi. computer ed anticipato su Tele Radio San Severo da una intervista di Benito Mundi ad Ennio Piccaluga, autore del libro Ossimoro Marte, è stato accolto con curiosità ed entusiasmo da un pubblico che ha gremito la pur capiente sala dell’hotel Cicolella. La conferenza è stata introdotta da una relazione di Roberto Boncristiano, professore di Storia e studioso di civiltà antiche. La sua tesi, avanzata con ineccepibile metodologia scientifica, vede le scoperte di Piccaluga inquadrate in un contesto in cui confluiscono le mitologie di antiche civiltà, quella sumera in particolare, e gli scritti del sumerologo Zecharia Sitchin, che tanto scalpore stanno sollevando tra la comunità degli studiosi. Secondo Boncristiano, gli studi di Piccaluga confermerebbero clamorosamente e scientificamente le ipotesi di Sitchin.
L’autore di Ossimoro Marte ha quindi mostrato, con proiezione multimediale, le immagini cui si riferiscono le sue scoperte. Alcune di queste sono sconcertanti in quanto mostrerebbero delle costruzioni assimilabili alle Ziggurat dell’antica Mesopotamia o alle piramidi egizie mentre, in un’altra diapositiva, è possibile ammirare la struttura urbana di una città verosimilmente sepolta dalla polvere. La sorpresa più grande è venuta dall’intervento del semiologo americano Patsy Nicolas di Falco. Il semilogo, esperto in lingue e scritture antiche ed allievo di Umberto Eco, ha effettuato in diretta la puntuale traduzione di una scritta individuata da Piccaluga sul suolo di Marte. La traduzione è partita dal riconoscimento dei grafemi, ritenuti essere appartenenti ad una scrittura presente nella valle dell’Indo in un periodo risalente al 3600 a.C., ed è pervenuta al significato finale che è tanto più attendibile in quanto sembra descrivere perfettamente la struttura chimica del luogo su cui è ubicata la scritta. Le conseguenze di questa traduzione sono molte in quanto diventa evidente, a questo punto, che nel 3600 a.C. una stessa civiltà era presente sulla Terra e su Marte, con lo stesso tipo di edifici (Ziggurat) e con la stessa scrittura. Le scoperte di Piccaluga, supportate da altri studi in un contesto multidisciplinare, assumono così dimensione scientifica ed una serietà difficilmente contestabile. Ora l’interesse è puntato a Milano dove, a Febbraio 2007, Piccaluga esporrà, in una conferenza organizzata dalla casa editrice della rivista “Scienza e Conoscenza”, le sue tesi ad un consesso molto qualificato.
Peppe Nacci (Il Corriere di San Severo- Dicembre 2006)






“Ci sono degli eventi, un film, un libro che operano un cambiamento nella nostra esistenza. Chi non ne è al corrente rimane fuori ed in più perde l’emozione del cambiamento. Quanto vale un’emozione? In un mondo in cui crediamo di aver visto tutto ed in cui pensiamo che non ci sia più nulla che possa stupirci, chi ci da un brivido ci fa un regalo di valore inestimabile. E quale emozione potrebbe essere più grande delle prove, evidenti come il sole, di vita intelligente extraterrestre? Altro che Face di Cydonia, c’è ben altro su Marte ed ora lo sappiamo, finalmente.
(Recensione al libro “Ossimoro Marte” sul sito di Macrolibrarsi )